Burn – Intervista a Giusy Bellone

Burn: Bessie vorrebbe essere invisibile agli occhi di tutti. Fin da bambina ha dovuto fare i conti con una malattia della pelle che l’ha fatta sentire a disagio e ha attratto l’attenzione di alcuni compagni che l’hanno presa di mira. Per questo motivo, ora che deve scegliere il college in cui proseguire gli studi, opta per un istituto lontano dalla sua città natale, in modo da poter iniziare una nuova vita distante dagli sguardi di troppo e dalle battute dei bulli. Una sera viene obbligata dalla sua amica ad andare a una corsa clandestina di automobili, dove conosce Trent, uno dei ragazzi più popolari della scuola, che entrerà nella sua vita, stravolgendola, e riporterà a galla tutte le sue paure e le sue insicurezze. Trent è davvero un ragazzo aperto e senza segreti oppure anche lui ha un passato da cui scappare? Bessie potrà veramente fidarsi di lui e lasciarsi andare o si tratta solo dell’ennesima presa in giro? Il bullismo è un fenomeno sempre più diffuso nella società contemporanea e lascia segni indelebili nello spirito delle vittime. Ricominciare per loro è difficile, ma possibile, occorre però affrontare un lungo percorso per tornare a fidarsi degli altri. Il romanzo è un esempio di come sia possibile farlo attraverso la scoperta dell’amore.

Giusy Bellone ha vent’anni e studia Giurisprudenza. Ha una passione innata per la lettura e scrive da quando era piccola. È innamorata della vita e le piace osservare i dettagli delle cose e delle persone, da cui trae ispirazione. Burn è il suo romanzo d’esordio pubblicato con Hope edizioni.

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INTERVISTA A GIUSY BELLONE

Il suo romanzo d’esordio, Burn, è stato pubblicato da Hope edizioni, una casa editrice che ha scelto proprio la sua opera per presentarsi sul mercato. Si sente onorata nell’avere il ruolo di rappresentare la linea editoriale della casa editrice? Mi sento molto onorata nell’essere stata il biglietto da visita della Hope Edizioni! La collaborazione è nata in modo casuale: io e l’editore, Fotia, ci conoscevamo perché facevamo parte dello stesso gruppo di confronto tra lettrici su Facebook. Ai tempi lei non aveva ancora in progetto di aprire la casa editrice e io volevo solo capire se avessi o meno una possibilità in questo mondo. Le ho chiesto di leggere Burn, lei lo ha fatto e mi ha detto che lo ha amato, che si è commossa tantissimo. È finita là, io ho autopubblicato – in modo disastroso! – il mio libro su Amazon, e appena lei ha messo in cantiere l’apertura della Hope mi ha contattata, dicendomi che mi voleva assolutamente nel suo team, e, più di tutto, voleva Burn. È inutile dire che sono quasi morta dall’emozione!

Com’è nata l’idea di questo libro? Era l’estate del 2014, ed ero in auto con i miei genitori, alla volta delle vacanze estive in Puglia. Guardavo fuori dal finestrino il mare che iniziava a intravedersi e la mia mente ha notato un ragazzo che vinceva una corsa clandestina, tosto, ma solo all’apparenza; ho immaginato una ragazza insicura con la mia stessa patologia che fingeva spavalderia; le emozioni che avrei provato io, le sensazioni e le paure che mi avrebbero attanagliata al suo posto. Non so dire precisamente com’è nata l’idea, so solo che è stata lei a cercarmi. Tutta la settimana di vacanza non ho fatto altro che prendere appunti su un quadernino e tornata a casa mi sono messa a lavoro. La storia è venuta fuori da sé, come se avesse bisogno di essere raccontata. Forse ne avevo bisogno io, per chiudere definitivamente un cerchio che mi stava rovinando l’adolescenza.

Che tipo di personaggio è la sua protagonista? Bessie è molte cose: testarda, scontrosa, antipatica a volte, ma anche insicura, fragile, debole in certi momenti, e soprattutto: è forte. Forte perché ha attraversato momenti bui e questi, alla fine, non l’hanno uccisa. Forte perché la voglia che ha di vivere supera la paura e i momenti nei quali si concede di cadere. Bessie ha un cuore grande, anche se per capirlo la si deve conoscere bene. Una volta che si superano le barriere che erge, ama con tutta la sua anima, senza riserve.

Quanto c’è dell’autrice in un personaggio come quello di Bessie? In una scala da 1 a 100 di me nel personaggio di Bessie c’è 100. Ho scritto questo romanzo, come ho detto prima, principalmente per liberarmi da pesi che mi opprimevano da tempo e di cui non ho mai raccontato a nessuno. Bessie è una Giusy 2.0, una ragazza ferita e piegata, ma non spezzata.

Nel suo romanzo affronta, fra i diversi temi, uno molto attuale e importante come il bullismo e l’accettazione di se stessi. Quale messaggio ha voluto trasmettere con questo romanzo? Più di tutto vorrei che passasse il messaggio che ho voluto lanciare. Si parla sempre troppo poco di un fenomeno come quello del bullismo. A prescindere dal numero di scene, dalle tempistiche, da quello che vorrebbero leggere i lettori e invece non trovano, il messaggio che ho voluto trasmettere è stato quello di indurre proprio loro a fare una riflessione attenta. Vorrei che si ragionasse sulle conseguenze che il bullismo può avere su una persona, sulla sua vita privata, sociale, professionale e sentimentale. Si crea un muro che poi è difficile scavalcare. Ci si vede diversi da quello che si è. Si appassisce al punto tale da diventare letteralmente un fiore morto in mezzo a tante belle margherite. Quando ti guardi allo specchio non ti piaci, quando metti in cantiere un progetto ti scoraggi subito, perché pensi di non poterlo fare, di non esserne in grado. Superare la visione “chiusa” di se stessi è un vero affanno. Non esiste autostima. E, chiaramente, così non ti accetterai mai. L’unica cosa che si deve fare una vittima è reagire, cambiare prospettiva, vedersi con altri occhi. Vorrei che le persone che sono in questa situazione capissero che si può fare; c’è sempre una via d’uscita, c’è sempre la cosiddetta luce in fondo al tunnel. Innamorarsi di un sogno, di un progetto, di se stessi, di un’altra persona che ti valorizza, e soprattutto credere di poterlo fare, è la strada giusta verso la guarigione. Perché noi siamo nati liberi e come tali possiamo permetterci di essere chiunque noi vogliamo, con la volontà, l’ostinazione e a prescindere da quello che dicono gli altri. Basta crederci!

Mentre scriveva aveva in mente un lettore ideale al quale rivolgersi? Assolutamente no. Con questo mio primo romanzo ho voluto rivolgermi a chiunque potesse prendere in mano il libro e leggerne la trama, il tema centrale e riflettere anche solo due secondi su ciò.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare? Scrivere per me significa raccogliere tutte le mie emozioni e metterle per iscritto; significa prendere tra le braccia un peso che avevo sulle spalle e togliermelo di dosso. Scrivere per me significa sognare, fantasticare… e anche sperare!

Quando si è accorta per la prima volta che amava la scrittura e che era lo strumento giusto per poter parlare di questo tema? Mi sono accorta di amare la scrittura quando ero piccolissima, forse nel periodo in cui sono iniziati i miei “tormenti”. Mettere su carta quello che succedeva intorno a me, mi suscitava emozioni forti e al tempo stesso dopo mi faceva sentire più leggera. Che fosse lo strumento giusto per parlarne e poter lanciare un messaggio l’ho capito tempo dopo, e quando l’ho accettato Burn ha finalmente preso vita.

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento? Dipende dai periodi. A volte leggo tantissimo, facendo anche le ore piccole per finire un libro, altre ho un blocco totale. Essendo una studentessa universitaria ho tempi stretti comunque, ma leggere è la prima cosa che faccio quando ho qualche minuto o periodo di stop. Per quanto riguarda gli scrittori, tendo a non cercare una “vicinanza” in senso letterale, anche perché i generi sono diversi, ma i miei preferiti sono assolutamente Alessandro D’Avenia e Valentina d’Urbano. Credo di essere una delle loro lettrici più accanite. Per quanto riguarda il genere new adult, invece, posso affermare con sicurezza che il mio riferimento è Jay Crownover!

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura? Ho una duologia conclusa da poco e un progetto in fase di stesura.

Il book trailer di Burn: