Coming Back – intervista a Betty Nakaichi

Coming Back - Betty NakaichiTrama – Secondo la tradizione cinese, quando una persona muore la sua anima si divide in tre. Una sale in cielo. Una resta nella tomba e l’ultima risiede nella tavoletta del tempio. Ma se l’anima non si dividesse? Se restasse ancorata a questo mondo? Se ci fosse un modo per tornare indietro? Eliza sta per conoscere le risposte… Dopo dieci anni dalla tragica morte del suo fidanzato, Eliza torna a Seattle per far visita alla sua tomba. Vuole dargli l’ultimo addio prima di sposarsi e iniziare una nuova vita. Durante il suo viaggio negli U.S.A, però, Eliza scoprirà che il passato che pensava di aver sepolto è ancora vivo. Adam Shang, il suo grande amore che credeva perso per sempre, è tornato dal mondo dei morti ma per restare in vita ha bisogno di lei. Adam ed Eliza, due amanti, due cuori che non hanno mai smesso di battere l’uno per l’altra, stanno per affrontare un lungo cammino che li porterà a rivivere gli orrori del passato, a combattere vecchi nemici, a scavare nel passato della famiglia Shang, nelle millenarie tradizioni cinesi per riuscire a vincere contro l’invidia dei demoni e contro un’antica maledizione.

Betty Nakaichi è nata a San Severo nel 1984. Dopo il liceo si laurea in Lingue e Culture Orientali presso La Sapienza di Roma. In seguito si trasferisce a Tokyo per frequentare una scuola di lingue. Dopo aver trovato l’amore, continua a vivere in Giappone e lavora come insegnante d’italiano.

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Intervista all’autrice

 

Come è nata l’idea di questo libro?

Era un’idea che avevo dentro da tanto. Fin da piccola sono stata affascinata dalla tragica storia di Buce e Brandon Lee, dalla loro prematura scomparsa, dalle voci che circolavano sul loro infelice destino. Da lì, ho creato una storia fatta di maledizioni, tradizioni e demoni, un mondo in cui la vita sfida la morte, l’amore vince la vendetta.

Che tipo di figura femminile è Eliza, la sua protagonista?

Eliza è una donna sopravvissuta a un immenso dolore, che ha provato a superare la perdita del suo grande amore per crearsi una nuova vita. Il ritorno di Adam sarà per lei un banco di prova, dove scoprirà che la nuova persona che è diventata in realtà non le appartiene, che è ancora la ragazzina innamorata persa del suo uomo. Saranno proprio il dolore e la disperazione provati che le daranno la forza e il coraggio necessari per iniziare questa avventura.

Qual è il messaggio di fondo di questo romanzo?

Il mio romanzo parla di amore e morte, due costanti nella vita di tutti. Ho provato a esorcizzare la paura di perdere per sempre la persona che si ama. Chi ne è immune?

Quanti di noi vorrebbero avere la possibilità di riabbracciare una persona che si credeva persa per sempre, anche solo per un giorno, anche solo per pochi secondi… Coming Back parla di questo, della forza dell’amore, di un mondo dove è possibile trovare un antidoto alla morte, di due innamorati che sfidano uomini e demoni in nome del loro legame.

Perché ha scelto come ambientazione la Cina e da dove nasce la passione per la cultura orientale, molto presente nel suo romanzo?

L’Oriente fa parte di me da quando ero bambina. Da piccola ero innamorata di manga e anime, ho deciso dopo il liceo di studiare Lingue Orientali alla Sapienza di Roma. Mi sembrava la scelta più adatta. Poi dopo la laurea ho deciso di trasferirmi a Tokyo e ci sono rimasta. Vivo qui da undici anni ormai, è casa mia. La Cina fa parte del mio curriculum universitario. Non tutti lo sanno, ma la cultura giapponese, partendo dalla scrittura fino all’arte, alla religione e alla letteratura, è frutto della millenaria cultura cinese. Coming Back vuole essere un elogio a quell’immenso patrimonio creato dal popolo cinese. Un’occasione per incuriosirsi e aprire gli occhi e il cuore a una cultura diametralmente opposta alla nostra.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Il mio hobby per la scrittura è nato per caso, per gioco, per voglia di evasione e di nuova aria da respirare. Quattro anni fa sono diventata mamma. Sono diventata mamma, ma forse non ero ancora pronta per quel ruolo. La consapevolezza di essere responsabile di un’altra vita mi stava schiacciando. Ho vissuto il primo anno come un incubo. Anche mio marito alle prime armi non riusciva a essermi di alcun conforto. Poi mi sono rifugiata nella scrittura. Ogni sera, dopo aver messo a letto il piccolo, mi rifugiavo nello schermo del mio computer e iniziavo il mio viaggio. Ogni notte, le pareti della mia casa scomparivano e mi ritrovavo in compagnia dei miei personaggi a vivere una vita lontana anni luce da quella che vivevo ogni giorno. La scrittura mi ha dato la forza di andare avanti, di prendere coraggio e acquistare fiducia in me stessa. Col tempo le prime dieci pagine sono diventate cinquanta, cento, trecento… fino a quando ho avuto tra le mie mani Coming Back.

Quando si è accorta per la prima volta che amava la scrittura?

Dai tempi in cui frequentavo la scuola, dalle medie fino al liceo. Scrivere un tema d’italiano mi veniva davvero facile, non posso dire lo stesso con la matematica. Ancora oggi è il mio tallone d’Achille.

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento?

Sono una lettrice complusiva. Leggo tantissimo e compro libri in continuazione. In media leggo trenta, quaranta libri l’anno. Ho l’abitudine di uscire di casa con un libro in borsa, non si sa mai che possa trovare il tempo di leggere anche fuori, alla fermata dell’autobus o in metropolitana. Leggo moltissimi autori stranieri. I miei preferiti in assoluto sono Haruki Murakami e Cecelia Ahern.

Coming back è un romanzo autoconclusivo o ha in mente un secondo capitolo di questa avventura?

Coming Back è il primo libro di una trilogia. Adesso sto lavorando al secondo libro della serie, Coming Back, Il Guerriero di Fuoco. Presto potrete tornare nel mondo di Adam ed Eliza.