Fino a lì e non oltre – intervista ad Antony Bruno

Fino a lì e non oltreAntony Bruno nasce il 13 settembre 1965 a Brescia, città in cui vive e lavora. Fino a lì e non oltre è il suo primo romanzo erotico pubblicato con Gilgamesh Edizioni.

Fino a lì e non oltre racconta la storia di Lucas, un raffinato ed elegante gigolò che trascorre le proprie giornate in compagnia di donne in cerca di avventure. Da vero professionista, Lucas è attento a non deluderle in nessun modo e, con estrema fantasia, riesce ad accontentare ogni loro più profondo desiderio sessuale con meticolosità e passione, impegnandosi come nella realizzazione di un’opera d’arte. Lucas ama sperimentare nel sesso, provare a raggiungere il proprio limite, vestire elegante, condurre una vita lussuosa e agiata e vantarsi con gli amici al bar. Egli però non è che l’alter ego di Renato, un’altra parte di sé, che gli impone dei limiti oltre i quali è meglio non andare.

Nei vari episodi erotici in cui il protagonista si ritrova coinvolto, egli scopre una femminilità ogni volta diversa, donne che desiderano affermarsi nel lavoro, che vogliono superare i propri limiti mentali, igieniste, esperte di erotismo, alle prime armi e tutte esprimono la propria personalità, la propria forza e i propri complessi nel sesso, richiedendogli di accontentare le loro fantasie.

Il mestiere di Lucas lo porterà a confrontarsi con una realtà nascosta, privata, fuori dai canoni, ponendolo di fronte a una profonda riflessione su di sé e sul genere di uomo che è che intende diventare.

La descrizione minuziosa e dettagliata dell’autore permette al lettore di calarsi nella parte del protagonista in modo reale, fisico, e di percepire chiaramente la trasgressione a cui si sottopone senza perdere mai il controllo della situazione.

 


INTERVISTA AD ANTONY BRUNO

 

Chi è Antony Bruno e quali sono i suoi interessi?

È uno scrittore che accetta le sfide che si crea lui stesso. Antony Bruno si guarda attorno e pensa che le tante immagini che scorrono di fronte a lui possano e debbano essere raccontate, disegnate con le parole, materializzate in un libro. Tenta di farlo inventando personaggi che hanno radici vere nel tempo di oggi. Nel lavoro mi occupo di sensi perché sensoriale deve essere la nostra vita.

Come è nata l’idea di questo libro?

Questo libro nasce dal titolo. Una frase che è tratta da un film, una frase che sin da subito si è proposta come grimaldello per forzare il mio pudore di scrivere di sesso. Non ci è voluto molto… la porta era solo accostata!

Ci spiega allora il titolo dell’opera?

Fino a lì e non oltre è straordinariamente funzionale alla trama del romanzo; il protagonista vive la propria vita di gigolò in modo metodico e “aristocratico” e questa sua abitudine è stata creata dalla sperimentazione. In alcuni casi quelle esperienze hanno talmente segnato la sua vita che quelle saranno i limiti che mai più valicherebbe. È quindi un invito a cercare il proprio limite, vivendolo, non creandolo cerebralmente; in caso contrario la vita crea frustrazioni che potrebbero volgere al patologico.

Perché ha scelto di cimentarsi in un genere che per anni, e ancora oggi, si crede legato esclusivamente al mondo femminile?

Perché era mio desiderio parlare esplicitamente di sesso con l’ironia che caratterizza il tipico atteggiamento dissacrante dell’uomo quando parla di erotismo, ma anche in modo serio proponendo, in mezzo a corpi che rotolano tra lussuose lenzuola di seta, temi decisamente seri come la zooerastia, la schiavitù legata al sesso, il voyeurismo, senza per questo dare giudizi, ma descrivendo le situazioni, lasciando modo al lettore di farsi una personale opinione.

Che tipo di uomo è Lucas, il suo protagonista?

Un uomo, dal suo punto di vista, fortunato, ma dal nostro, a tratti, degno di compassione. Bei vestiti, compagnia femminile a sua discrezione, ottimo cibo, denaro in quantità. Si prostituisce liberamente, ma sa, in fondo, che non è così. Un uomo che è incatenato dalle proprie ambizioni materiali ma che vorrebbe essere in grado di controllare questa sua pericolosa tendenza alla bulimia estetica e di cose. Di contro, la sua solitudine che cerca di condividere con Marylin.

Che cosa l’ha ispirata nella stesura del suo manoscritto?

L’eccitazione. Non nascondo che se non mi fossi eccitato nello scrivere non avrei raggiunto la convinzione di ottenere lo stesso effetto nel lettore. Questo è quello che desideravo, questo è quello che spero di aver ottenuto.

Mentre scriveva aveva in mente un lettore ideale al quale rivolgersi?

Si, l’avevo e l’ho. Covo l’ambizione di essere letto da persone che possano andare oltre le descrizioni anatomiche e che riescano ad approfondire gli spunti di riflessione che ho voluto offrire loro.

Cosa le farebbe piacere che apprezzassero del suo romanzo i lettori?

Il contrasto tra l’ironia di alcuni passi e la delicatezza di alcuni argomenti che sfioro. Al di là delle storie raccontate mi piacerebbe che il lettore apprezzasse lo sforzo fatto per consentire di immaginare le scene come se si fosse presenti.

Quando si è accorto per la prima volta che amava la scrittura e che era lo strumento giusto per poter parlare di questo tema?

La facilità di assumere una overdose di pornografia con i mezzi a disposizione porta il tutto a risolvere in pochi attimi ciò che potrebbe essere più lungo e costruttivo per il corpo e per la mente. Ho desiderato offrire una lenta lettura come alternativa alla veloce video pornografia e questo è stato un esercizio a dire il vero semplice, dato che da anni scrivo per trasmettere i miei pensieri attraverso stili diversi.

Cosa significa per lei scrivere?

Non dormire la notte.

In che modo si approccia alla scrittura di un nuovo romanzo?

Ho la convinzione che, negli ambiti artistici, tramutare un sogno in concretezza sia alla portata di tutti. Non esiste l’avere un’idea artistica ed essere convinti di non essere in grado di realizzarla: l’idea è già, è res, è essenza. Pertanto, io scrivo nel momento in cui l’idea è stata creata per non rendere inutile lo sforzo che ho già fatto: me lo devo.

Quanto è importante secondo lei confrontarsi con qualcuno durante la stesura del manoscritto, le revisioni, le correzioni o l’editing?

Di grande importanza, direi fondamentale. Essere affiancato nella stesura di un libro da professionisti che rispettano il tuo stile, le tue sensazioni, ma che nel contempo ti invitano a riflettere e a sperimentare per essere più convincente e per risolvere insoluti stilistici o di forma è tanto, tanto importante. Non è raro che ciò che hai in mente non venga trasmesso adeguatamente per stile o grammatica e non deve essere intesa come una sconfitta l’essere colto in fallo, anzi, è un momento di crescita al quale non rinuncio.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura?

Sì, ho appena terminato il mio primo “giallo” che è in fase di editing: il commissario Argenti sarà presto sul vostro comodino!

Puoi acquistare Fino a lì e non oltre sul sito della casa editrice Gilgamesh Edizioni.