Il rimbalzo del gatto morto – intervista a Giuseppe Siino

Il rimbalzo del gatto mortoGiuseppe Siino è nato il 10 giugno 1974 a White Plains (New York) e lavora in Italia come Assistant Contract presso Engie – Cofely Italia S.p.A. È appassionato di calcio e di scacchi. Il rimbalzo del gatto morto è il suo romanzo d’esordio, edito con Amazon e disponibile in e-book.

Il rimbalzo del gatto morto: Roberto è un trentenne brillante e la sua vita scorre senza particolari intoppi fino a quando un giorno, lungo la sua strada, compare Camilla, una donna affascinante e misteriosa, completamente proiettata sul proprio lavoro di broker. Roberto, per far colpo su di lei si mostra interessato a investire una parte del proprio patrimonio, così viene trascinato nel promettente mondo della Borsa e dei mercati finanziari. Una scelta sbagliata, però, porta Roberto a perdere tutto ciò che ha: il lavoro, la casa, i risparmi di una vita, compreso l’affetto di Michela, una giovane amica innamorata di lui da tempo. Infine, anche Camilla sembra essere sparita nel nulla, provocando in lui una profonda depressione. Con il perenne tormento di riprendersi tutto ciò che la vita ingiustamente gli ha tolto, il cammino di Roberto si intreccerà con quello di altri personaggi grotteschi: una postina che non consegna le lettere (evento che creerà un imprevedibile “effetto farfalla”), un commerciante che odia i cinesi, un famigerato playboy, due poliziotti in cerca del caso perfetto e una divertente banda di malavitosi legati all’attività di strozzinaggio. Camilla, braccata da un passato controverso, finisce suo malgrado per intrecciare le loro esistenze cambiando per sempre i loro destini. Travolto dagli eventi di una realtà a lui sconosciuta, Roberto dovrà imparare che a volte bisogna perdere tutto ciò che si ha per scoprire ciò che si vuole veramente.

Il rimbalzo del gatto morto è disponibile in e-book o in cartaceo su Amazon!


 
INTERVISTA A GIUSEPPE SIINO
 

Com’è nata l’idea di questo libro?

Nasce da uno spunto autobiografico, ossia di quanto sia rischioso, soprattutto per chi non ha una giusta preparazione, investire i propri risparmi in Borsa. Prima dell’avvento di Internet, la Borsa era un mondo riservato a pochi, invece adesso è accessibile a chiunque utilizzando semplicemente uno smartphone, magari mentre si è seduti al bar a bere un cappuccino.

Ci parli del suo protagonista, Roberto.

Roberto è un ragazzo che aveva sempre pensato di avere la sua vita sotto controllo. E invece alla prima difficoltà, al primo fallimento si è buttato giù non facendo altro che peggiorare la situazione, quando forse bastava ammettere la sconfitta, confrontarsi con la realtà, rialzarsi e ripartire.

La sua è una storia con molti personaggi, è stato difficile riuscire a dar loro un’identità precisa e distintiva?

Sì, soprattutto perché per me era la prima volta. Creare anche solo un personaggio e cercare di caratterizzarlo il più possibile non è una cosa semplicissima, quindi ripetere la stessa operazione più volte mi ha impegnato non poco.

Il suo è un romanzo ironico, ma tratta anche molti argomenti sociali che hanno a che fare con la crisi di questi ultimi anni, dal precariato ai rischi della Borsa, dallo strozzinaggio al riciclaggio di denaro. Quanto è importante oggi che un romanzo si occupi anche di temi attuali?

A mio avviso lo è molto: è sempre un bene non dimenticarsi dei problemi, piccoli o grandi che siano, che affliggono noi e chi ci sta intorno. E poi perché il lettore si sente più coinvolto perchè tra le pagine ritrova un piccolo spaccato della società.

Lei ha scelto di raccontare una generazione di trentenni, e il ritratto di questi personaggi non lascia emergere molti valori positivi. Da cosa deriva questa visione?

Deriva dal mio confronto quotidiano con la realtà. Sia quella che incontro ogni giorno per strada sia quella che vedo e osservo attraverso i media e i social network.

Cosa le farebbe piacere che apprezzassero del suo romanzo i lettori?

I personaggi. Penso che al di là della storia, così come nei film, i personaggi, protagonisti e non, sono l’anima di un libro, o di un film.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Significa creare vite, identità più o meno immaginarie.

Mi piace utilizzare i miei personaggi per far dire loro ciò che penso, ma anche l’esatto opposto.

Quando si è accorto per la prima volta che amava la scrittura e che era lo strumento giusto per poter parlare di questo tema?

Ero adolescente, andavo alle medie quando cominciai a scrivere brevi racconti.

Quale romanzo consiglierebbe a un suo amico?

Il mio? No, scherzo.

Una vita per un premio di Erich Segal.

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento?

Dipende molto dai periodi. A volte riesco a terminare la lettura di un libro in pochi giorni, altre volte posso impiegarci un mese. Amo lo stile di Niccolò Ammaniti.

Quanto è importante secondo lei confrontarsi con qualcuno durante la stesura del manoscritto, le revisioni, le correzioni o l’editing?

Soprattutto per chi è agli inizi, direi che è vitale. Non si può prescindere da esse.

Il rimbalzo del gatto morto è stato pubblicato con Amazon. Come giudica la sua esperienza iniziale con il self-publishing, lo consiglierebbe ad altri autori emergenti? E quali vantaggi vede rispetto a una pubblicazione tradizionale?

Penso che il sogno di ogni scrittore sia quello di veder pubblicato il proprio libro su carta, la soddisfazione di vedere il proprio libro esposto in una vetrina di una libreria non ha eguali. Detto questo c’è da dire che oggi il self-publishing è una realtà che va prendendo sempre più campo, e se sfruttata bene può diventare uno strumento utile per farsi conoscere nel mondo dell’editoria. Cosa tutt’altro che facile.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura?

Sì, ma a dire il vero sono ancora allo stato embrionale.