In un mare di emozioni – intervista a Imma Pontecorvo

In un mare di emozioni piccolaImma Pontecorvo è nata a Vico Equense il 23 giugno 1969 e vive a Piano di Sorrento nella Costiera sorrentina. È laureata in Scienze dell’Educazione e lavora presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Ama scrivere sin dai tempi dell’adolescenza e ha autopubblicato la silloge di poesie A passi di danza sui miei pensieri. Con Schena Editore ha recentemente esordito con il suo primo romanzo, In un mare di emozioni, di cui ci parla in questa intervista.

In un mare di emozioni: Ginevra e Stefano s’incontrano per caso tra le aule dell’università; il loro amore cresce negli anni e insieme si ritrovano ad affrontare i sentieri irti e dolci della quotidianità.

Zahira e Isabella sono le coinquiline con le quali Ginevra condivide l’appartamento presso il quale vive per l’intero percorso universitario. Nasce tra loro un’amicizia senza tempo, solida e intrisa di complicità, e insieme affrontano delle problematiche sociali e civili come l’anaffettività genitoriale e i rapporti famigliari, l’emigrazione e la violenza sulle donne.

Come sfondo a questi intrecci vi è il mare è una panchina di fronte a esso, sulla quale le tre amiche si siedono per raccontarsi i propri sentimenti. Qui si promettono di ritornare a incontrarsi anche quando la vita le allontanerà per ragioni di lavoro o di amore. Una storia d’amore e d’amicizia che esprime con viscerale intensità sentimenti, valori e ideali puri e autentici.

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INTERVISTA A IMMA PONTECORVO

 

 Chi è Imma Pontecorvo e quali sono i suoi interessi?

Innanzitutto un caloroso saluto a tutti i lettori e un sincero grazie a voi per quest’intervista! Mi chiamo Imma e sono nata e vivo a Piano di Sorrento, nella Costiera Sorrentina, un meraviglioso posto di villeggiatura sempre colmo di turisti. Sono laureata in Scienze dell’Educazione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e lavoro presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Amo l’arte in tutte le sue sfumature, la fotografia, non solo quella a colori, ma anche gli scatti di un tempo, genuini, in bianco e nero. Scrivo poesie sin dall’età adolescenziale e la creazione di una silloge di poesie autopubblicata recentemente raffigura l’incarnazione di questa mia passione.

Vuole parlarci di In un mare di emozioni, che ha da poco pubblicato con Schena Editore?

Il mio romanzo è dedicato ai sentimenti, quelli autentici dell’amore e dell’amicizia, senza tempo. Insieme ai miei personaggi entro anche in una realtà del mondo nel quale viviamo che sembra lontana da noi, limitata allo schermo di un televisore, mentre è una realtà che ci appartiene pur se in modo diverso. Con Zahira affronto quei diritti delle donne che nell’Islam fondamentalista vengono calpestati attraverso soprusi e violenza, da parte di un marito e padre-padrone.

In maniera empatica, scorgiamo anche nel nostro di Paese brutture deliranti all’interno di famiglie e ascoltiamo sempre più di frequente notizie di violenze sulle donne da parte di uomini che si servono di un potere egoista e spietato.

Affronto anche l’anaffettività genitoriale che per la smania di produrre sempre più soldi, di raggiungere sempre più alte vette di successo, calpesta quello che è il vero senso della vita: la famiglia.

Come sfondo a ogni singolo stato d’animo, alle storie dei miei personaggi, all’amore dei protagonisti, vi è il mare, accanto al quale sono cresciuta e che rappresenta per me le mie origini, la mia “patria”.

Come è nata l’idea di questo libro?

L’idea per la realizzazione di questo libro nasce dal mio periodo di vita nella città di Napoli, dove ho frequentato l’Università Suor Orsola Benincasa che è ubicata in un quartiere dove si può godere del panorama del golfo con il suo Vesuvio. Ho vissuto per l’intero periodo universitario in un appartamento nei pressi della facoltà con delle ragazze con le quali, con il tempo, si è instaurata una bella amicizia.

Che tipo di protagonista è Ginevra?

Ginevra è una ragazza semplice come tante, molto legata alla sua terra natia e alla sua famiglia. Il compimento della realizzazione di una sua famiglia con Stefano rappresenta solo un completamento della sua vita, così come il distacco dalle sue amiche con il raggiungimento della laurea. Nonostante i diversi percorsi di vita intrapresi, nonostante il trasferimento in una città lontana come Milano che Ginevra ha vissuto insieme al suo Stefano, l’amicizia con le sue amiche storiche, l’amore per la sua Costiera e la presenza della sua famiglia d’origine sono rimasti sempre vivi, forti, fondamentali punti di riferimento nella sua quotidianità.

Il suo è un romanzo ricco di valori, perché questa attenzione?

In una società come la nostra dove si è catapultati in una quotidianità frenetica, soprattutto quella legata al lavoro, ricordarsi anche della “realtà” del mondo, di ciò che ci circonda, credo sia importante per salvaguardare quello che è il nostro lato “umano”. L’abbraccio di un caro amico, il sorriso di un figlio, lo sguardo di chi si ama sono linfa vitale che ci permettono di alzarci al mattino e sfidare anche il temporale che imperversa in strada.

Che cosa l’ha ispirata nella stesura del suo manoscritto?

La mia musa ispiratrice è il mare. Insieme al mio compagno un giorno come tanti ci recammo sul lungomare di Napoli e, appena parcheggiammo l’auto, alzai lo sguardo verso quell’immensa distesa blu acciuffando immediatamente notes e penna per scrivere una frase: “Il mare nel cuore”. Da lì, nacque una poesia Ode al mare e come su di un pentagramma tracciai quelle sensazioni, idee che appena varcai la soglia di casa iniziarono a scivolare sul quaderno componendo le prime “note” verso la realizzazione del mio romanzo!

Cosa le farebbe piacere che apprezzassero del suo romanzo i lettori?

Mi piacerebbe semplicemente che i lettori apprezzassero l’autenticità con la quale ho scritto questo libro. La bellezza dei sentimenti, veri, puliti e solidi.

Quando si è accorta per la prima volta che amava la scrittura e che era lo strumento giusto per poter esprimere le storie che aveva dentro?

Io scrivo poesie da quando avevo all’incirca 15 anni. Ho iniziato da allora a partecipare a dei concorsi letterari ricevendo diversi riconoscimenti e premi. L’approccio nel mondo della narrativa è stato naturale. Per la prima volta sono andata oltre ai versi di una poesia creando delle storie che sono nate in maniera del tutto spontanea.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Per me, scrivere è affidare alla penna il mio mondo interiore. Io scrivo rigorosamente su carta perché ho bisogno di vedere l’inchiostro che bagna il foglio bianco dei miei pensieri. Lo scrivere, il raccontare, è quindi la “voce”, quella nota musicale, quel passo di danza del mio cuore

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento?

Leggere, come scrivere, per me non ha un “tempo”. Pongo la massima attenzione alla lettura di un libro perché lo considero come un “arricchirmi”. Ogni libro può insegnare sicuramente qualcosa.

I miei scrittori di riferimento sono diversi sia tra la poesia che tra la narrativa. Amo Elsa Morante, Alda Merini, Dacia Maraini, Jane Austen.

Nella letteratura contemporanea apprezza qualche autore in particolare?

Indubbiamente Sveva Casati Modignani, Oriana Fallaci, Fabio Volo, Nicholas Sparks, Paolo Coelho e Romano Battaglia.

Quanto è importante secondo lei confrontarsi con qualcuno durante la stesura del manoscritto, le revisioni, le correzioni o l’editing?

Lo ritengo non solo importante, ma fondamentale. Il confronto con dei professionisti del settore, come lo siete voi, insegna, completa, “veste” uno scritto.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura?

Un’impronta lasciata da qualche pensiero rubato al mio quotidiano sussiste, ma poiché io non scrivo per raggiungere degli obiettivi, voglio lasciare libera quella piacevolezza di creare dei passi che possano condurmi alla stesura di un nuovo romanzo, magari anche diverso da questo attuale, però, sicuramente sempre intinto nelle mie emozioni.