L’azzurro dell’amicizia – intervista a Imma Pontecorvo

L'azzurro dell'amiciziaImma Pontecorvo è nata a Vico Equense il 23 giugno 1969 e vive a Piano di Sorrento nella Costiera sorrentina. È laureata in Scienze dell’Educazione e lavora presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

L’azzurro dell’amicizia: Alessia è un’adolescente come tante, con un’innata passione per la danza e per la scrittura. Da adulta, infatti, sogna di diventare una giornalista. Condivide questi interessi con la sua migliore amica, Shaila, di origini indiane. Entrambe non hanno mai badato al diverso colore della pelle, o alla differenza tra le proprie culture di origine. All’inizio del secondo anno di liceo, però, l’inserimento in classe di due ripetenti, Gilda e Iolanda, romperà gli equilibri. Fin dai primi giorni, Shaila viene aggredita dalle due bulle con insulti razzisti e minacce di violenza. Solo grazie all’autenticità di quel bene sincero che provano l’una per l’altra riescono a superare queste difficoltà, ridipingendo le loro vite di azzurro. La storia di queste due adolescenti è ispirata a fatti reali, e affronta i temi attuali della disuguaglianza sociale, del razzismo e del bullismo in contesti scolastici ed extrascolastici. Il racconto intende aprire un dialogo tra adulti e minori, al fine di sensibilizzare le coscienze su questi temi che negli ultimi anni stanno condizionando la vita di molti adolescenti.

L’azzurro dell’amicizia è disponibile sul sito della casa editrice Milena edizioni.


INTERVISTA A IMMA PONTECORVO

Ci parli del suo racconto, L’azzurro dell’amicizia, pubblicato con Milena edizioni.

Buongiorno a tutti e grazie a voi delle Officine del Testo per questa intervista! Allora, L’azzurro dell’amicizia affronta una problematica purtroppo oggi molto diffusa, soprattutto nelle scuole, quella del bullismo. Insieme alle due protagoniste, Shaila e Alessia, mi sono calata nel mondo degli adolescenti per cercare di spiegare ai giovani l’importanza che possiede il dialogo e quanto sia coraggioso confidarsi con i propri genitori o con i professori qualora ci si dovesse trovare a subire qualunque tipo di abuso, sia verbale che fisico.

Come è nata l’idea per la trama di questo racconto?

Be’, le notizie che si susseguono attraverso i media di ragazzi vittime di bullismo sono sempre più frequenti. L’adolescenza è un periodo “d’oro”, dove un ragazzo deve divertirsi con i propri amici, godere della spensieratezza e dell’allegria dei suoi giovani anni. Volevo, quindi, affrontare questa problematica con una storia che fosse d’esempio per quegli adolescenti che non hanno il coraggio di parlare per paura o per vergogna.

Che tipo di personaggio è la sua protagonista?

Alessia è una ragazza di sedici anni con la testa piena di sogni che vorrebbe realizzare. Desidera diventare una giornalista e con caparbietà sceglie gli studi classici con il progetto di iscriversi alla facoltà di Lettere moderne. Nonostante, però, questo lato del suo carattere deciso e determinato, ne ha uno più delicato e fragile che le fa preferire l’intimità della cameretta, dove si diletta a riempire quaderni con i suoi stati d’animo e con storie creative. Ma questa sua riservatezza ha radici profonde, celate da un episodio che ha vissuto nell’infanzia e che l’ha resa vulnerabile.

L’amica della protagonista viene presa di mira anche per questioni razziali e le offese iniziali sembrano non bastare al branco di ragazze che la perseguita. Si arriva quindi ad azioni sempre più violente. Può spiegare secondo lei come si innesca il bullismo? Esistono dei segnali da tenere in considerazione?

Il bullismo, secondo me, s’innesca quando una persona tende a prevaricare su di un’altra con offese e vessazioni reputandosi più forte e migliore nei confronti della vittima. Di solito il bullismo non si limita a un singolo episodio, bensì a continue e ripetute azioni violente nel corso del tempo. Credo che i campanelli d’allarme siano molteplici. In primo luogo la vittima tende all’isolamento, rifiuta di andare a scuola o di recarsi nei luoghi di aggregazione che abitualmente si frequentano, così come accusa malesseri fisici di varia natura. In ogni caso, bisogna prestare attenzione a qualunque comportamento insolito di un ragazzo, favorendo la disponibilità all’ascolto, che è di estrema rilevanza.

Il suo libro può essere d’aiuto alle famiglie per capire il fenomeno del bullismo o ai ragazzi come presa di coscienza?

Ho cercato di descrivere con uno stile semplice e naturale la storia delle protagoniste con lo scopo di offrire dei validi spunti di riflessione. Spero e mi auguro che questi possano essere d’aiuto affinché non venga sottovalutato questo fenomeno.

Cosa le farebbe piacere che apprezzassero del suo racconto i lettori?

La trama offre la possibilità di avviare con i ragazzi un dialogo su una tematica seria, sulla quale è doveroso soffermarsi affinché i giovani vengano informati riguardo a quelli che possono essere i pericoli che si celano dietro a un atto di bullismo. È importante che tutti imparino a riconoscere un caso simile e che siano pronti ad affrontarlo e a denunciare i bulli.

Quale messaggio ha voluto trasmettere con questo racconto?

Tutti noi siamo importanti e non dobbiamo permettere a nessuno di offenderci o di umiliarci minando la nostra autostima e facendoci perdere fiducia in noi stessi. Bisogna credere nell’esistenza di sentimenti autentici come l’amicizia e nel valore della famiglia, nella quale forgiare quella fiducia e quel confronto che sono essenziali per un sano rapporto di crescita.

Quanto è importante che nelle scuole tutti i ragazzi prendano coscienza che il bullismo è un atto grave, e che ruolo potrebbe avere la letteratura in questo campo?

La strategia migliore per combattere il bullismo, risiede nella prevenzione. La scuola è il primo luogo dove si sviluppano le relazioni sociali e deve, quindi, insegnare il rispetto dell’altro e favorire la conoscenza delle diverse realtà socio-culturali che ci circondano. La letteratura, così come i media, è uno strumento importante per sensibilizzare l’opinione pubblica, partendo dalle nuove generazioni, affinché possano creare e crescere in una nuova società nella quale vengono rispettati i diritti umani di tutti, senza distinzione di razza, sesso o religione.