Lisa Pasquinucci – Laila, la bambina che cercava un corpo

Trama

Lisa Pasquinucci - Laila, la bambina che cercava un corpoLaila, la bambina che cercava un corpo è una favola per bambini e per adulti nata da un’esperienza reale.
Si narrano le vicende di una piccola paladina, Laila, dal corpo leggero e plasmabile come quello di una bolla di sapone. La bambina, da sempre attratta da tutto ciò che riguarda il pianeta Turchino, un astro distante 59 anni luce dal suo, scopre di avere un ruolo determinante. Una potente maledizione, infatti, ha reso gli abitanti di quel mondo egoisti e incapaci di vedere la bellezza che li circonda. Solo lei potrà spezzarla, ma per farlo dovrà trovare il corpo di una persona ancora pura.
Nel libro si abbattono i confini tra la realtà e la fantasia, si allargano gli orizzonti, si osserva con occhi nuovi e si fa esperienza della immensa forza dell’amore. 

«Sì cara, ascolta bene: ci sono due modi per riuscire ad avere un corpo, entrambi non facili, noi ti spiegheremo quali sono e tu sceglierai. Puoi impadronirti di un corpo usato di un bipede che lo abbandona per andare in un altro pianeta e che quindi non ne ha più bisogno, oppure puoi averne uno nuovo tutto tuo» le spiegò pazientemente Raziel.
Prontamente Laila rispose: «Ne voglio uno nuovo, angeli, uno mio creato per me, non ho dubbi su questo. A chi devo chiedere? C’è qualcuno che li fabbrica? Mi piacerebbe così tanto avere il mio, come si fa?»

L’autrice

Lisa Pasquinucci vive nella provincia di Siena, immersa nella splendido scenario delle colline del Chianti. Lavora come educatrice presso la scuola primaria del paese in cui vive e aiuta alcuni studenti dando ripetizioni. Le sue più grandi passioni sono i bambini, le passeggiate nei boschi, la lettura, la ricerca spirituale, gli amici, il suo cane, il volo, l’arrampicata sportiva e il trapezio acrobatico. Questo è il suo primo libro, nonostante che in adolescenza abbia prodotti molti scritti, soprattutto poesie e riflessioni sull’esistenza.
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Intervista a Lisa Pasquinucci


Laila, la bambina che cercava un corpo, è una favola per bambini o per adulti?

Assolutamente per entrambi. I bambini della scuola a cui ho letto la favola sono rimasti rapiti dall’intreccio e affascinati dalle gesta di Laila. Gli adulti, oltre ad apprezzare la trama, possono accedere a dei livelli di comprensione del testo più profondi e recepire gli importanti messaggi che il testo veicola.

Come è nata l’idea di questo libro?

È la vita stessa che mi ha ispirata.  Ho trasposto in favola l’esperienza di vita che ha visto protagoniste me e mia figlia Margherita Laila, che è rimasta con me solo 8 mesi. Il testo è la visione fiabesca (qual è la realtà e quale la fantasia?) di ciò che ci è accaduto: otto mesi insieme, gli ostacoli, la profonda unione e poi un legame che dura per sempre proprio grazie all’amore. Lo stesso amore che guarisce ogni ferita e che trasforma un lutto in una favola.

Ci spiega, se possibile, perché Laila ha bisogno di un corpo?

Perché le leggi che regolano il pianeta Turchino, scenario delle avventure di Laila, si basano sulla materia solida. Laila ha bisogno del corpo per esperire la sua missione di paladina. Attraverso il corpo acquisisce le esperienze necessarie per comprendere la forza dirompente dell’amore. È attraverso il corpo, i sensi, la forma che può arrivare a delle comprensioni spirituali profonde.

Che tipo di personaggio è Laila, la sua protagonista?

Coraggiosa, altruista, cocciuta, estremamente sensibile e decisa. È un’eroina che per la salvezza di un popolo affronta un’avventura assolutamente rischiosa e sconosciuta anche per i suoi aiutanti.  È la protagonista dell’eterna lotta tra il bene e il male.

Cosa le farebbe piacere che apprezzassero di questa favola i suoi lettori?

Vorrei che toccassero la profondità dello spazio da cui il racconto è stato scritto. Vorrei che sentissero vibrare l’esperienza e le alte frequenze d’amore con cui risuona. Vorrei che insieme a me attraversassero i misteri della vita e della morte, del bene e del male.

Quale messaggio ha voluto trasmettere?

Che il più grande potere che ci è stato concesso su questo pianeta è quello di amare e che tutto ciò che ci accade, anche l’esperienza più dolorosa, serve a sviluppare questo amore. Ho voluto anche mostrare il male come un’entità reale che opera nelle nostre vite, sia internamente, grazie all’insicurezza, ai dubbi, alle ferite, al dolore, etc., che esternamente, con veri e propri mandanti. Nulla comunque potrà essere mai più forte dell’amore, che troverà sempre una forma per manifestare la propria potenza.

Come mai, tra i tanti generi letterari a disposizione, ha scelto la favola per parlare dei temi della trama?

Perché la mia vita è sempre stata vissuta a cavallo tra i mondi del reale e del fantastico. Non li ho mai separati e mi sono accorta che non è possibile farlo, perché non lo sono. La favola, inoltre, è leggibile da tutti, usa un linguaggio comprensibile che si poggia su aspetti semantici universali: vita, morte, bene, male, amore, odio.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Significa portare a un livello manifesto me stessa, significa usare un simbolo per veicolare chi sono, i messaggi che voglio condividere con gli altri, significa darmi al mondo.

Quando si è accorta per la prima volta che amava la scrittura?

Durante l’adolescenza, o per meglio dire durante i moti emozionali dell’adolescenza. La sofferenza, spesso, è un ottimo carburante per la creatività e nel mio caso è stata proprio quella sofferenza provata dai 17 anni in avanti a farmi iniziare a scrivere. Scrivere era il mio modo di trasformare quell’emozione. Era il mezzo a me più vicino per creare.

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento?

Leggo molto, la mia casa è invasa da libri, non potrebbe essere altrimenti. Leggo molta saggistica, perché sono un’accanita ricercatrice. Tra la narrativa i miei scrittori del cuore sono: G. G. Márquez, I. Allende, M. Haddon, N. Ammaniti, L. Carroll, R. Stevenson e S. De Mari.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura?

Ho appena iniziato il secondo libro che narra le vicende di Laila e mi sto accingendo a scrivere un racconto breve Il regno sottosopra di Maga Spiritus e Regina Materia, che ha come protagonisti i miei alunni.