Per tutto il tempo che ci resta – intervista a Valentina Bazzani

copertina BazzaniValentina Bazzani nasce il 29 novembre 1990 a Vicenza. All’età di due anni si trasferisce con la famiglia a Modena, dove frequenta le scuole elementari, per andare a vivere in seguito a Soragna, in provincia di Parma, dove si diploma presso l’istituto magistrale Albertina Sanvitale. Esordisce nel 2013 con Arduino Sacco Editore, con il romanzo Guardati con i miei occhi, nel 2014 pubblica il racconto L’amore non si nega a nessuno con la Butterfly edizioni e pubblica il secondo romanzo Per tutto il tempo che ci resta con Rupe Mutevole di cui parleremo nel corso dell’intervista.

Per tutto il tempo che ci resta: Hamelin vive con il padre e i due fratelli in un mondo dove la brulla terra e le svettanti rovine di antichi grattacieli sono oppresse da un cielo infuocato. È un mondo parallelo al nostro, un pianeta morente le cui risorse sono ormai da tempo esaurite. Un giorno, dinanzi alla tomba della madre morta molti anni prima, il ragazzo viene avvolto all’improvviso da un’intensa luce.

Sam è una ragazza di Los Angeles, che condivide l’appartamento con la sua migliore amica, Ellen, e lavora in una biblioteca. Una sera d’autunno, mentre attende l’autobus, sente un forte tuono e viene abbagliata da un lampo. Come per magia un ragazzo è comparso in mezzo alla strada, confuso e spaesato. Chi è questo individuo, e come ha fatto ad arrivare lì? Per tutto il tempo che ci resta è la storia di due persone che non si sarebbero mai dovute incontrare ma le cui vite si intrecciano per uno strano scherzo del destino. E se quest’ultimo decidesse di rimediare al proprio errore?


INTERVISTA A VALENTINA BAZZANI

 

Quando si è accorta per la prima volta che amava la scrittura e che era arrivato il momento di scrivere un libro?

Ho sempre amato scrivere, l’infinità di storie che una mente può creare davanti a un foglio bianco mi ha sempre affascinata molto. Dovunque andassi mi portavo un quadernino per gli appunti, per annotare le cose che mi colpivano o che mi ispiravano. Per tutta la mia adolescenza ho provato a scrivere un romanzo, ma solo negli ultimi anni ho trovato la forza di volontà e la costanza per farlo. Ci vuole molta concentrazione e una mente matura

Da dove è nata l’idea per il suo romanzo, Per tutto il tempo che ci resta?

È difficile rispondere a questa domanda, un po’ perché non me lo ricordo, un po’ perché l’idea per un libro può derivare da più spunti. Basta veramente poco per scatenare l’ispirazione: una frase di un libro o detta da qualcuno, qualcosa che ci è accaduto, un’immagine.

Il suo è un romanzo che si rivolge a un target di lettori in particolare?

Questo romanzo si rivolge a delle lettrici sui vent’anni. Io tendo a scrivere solo per i giovani. Spero di maturare nel corso del tempo e avvicinarmi ad altri generi letterari che mi permettano di arrivare a tutti.

Nel suo romanzo tutti i protagonisti narrano la propria vicenda in prima persona, è una scelta poco diffusa, forse perché comporta anche alcune difficoltà, come il rischio di rendere le due voci narranti troppo simili. Per quale ragione ha preferito una tecnica del genere e quali problematiche ha comportato?

È vero, c’è questo rischio, ma io credo molto nell’introspezione dei personaggi e volevo che i lettori conoscessero i loro sentimenti, entrassero nella loro testa e vivessero la storia con loro. Scrivere con un solo punto di vista sarebbe stato come scrivere metà storia.

Quanto tempo ha dedicato alla prima stesura del manoscritto? Quanto sono state importanti le revisioni, le correzioni, i tagli e l’editing?

Per la stesura del libro ho impiegato un mese e mezzo. È un romanzo breve quindi non ha richiesto molto tempo. La fase più lunga è stata quella di correzione, che è però fondamentale. Un buon editing è importantissimo perché le case editrici preferiscono materiale già corretto e revisionato.

Correggere, revisionare un manoscritto, occuparsi dell’editing è per lei un lavoro divertente quanto scrivere? E quando ci si accorge che l’opera è conclusa e che non occorre più modificarla?

Rileggere è frustrante ed è un lavoro interminabile e per nulla divertente come scrivere il libro, però è fondamentale perché è davvero facile distrarsi e certi errori il nostro cervello neanche li vede. Capisco che un libro è finito quando la storia è esaurita, quando è arrivata alla naturale conclusione. Tutte le storie hanno una vita, un incipit, uno svolgimento e una conclusione, e non puoi spezzare il filo conduttore prima di essere arrivato a essa.

Quali sono, se esistono, gli ingredienti fondamentali per scrivere una buona storia?

Una buona storia dev’essere originale. Potete prendere spunto da qualsiasi cosa ma non dev’essere simile a niente che abbiate visto o letto. Deve parlare di voi senza mettervi al centro dell’attenzione, non siete voi il protagonista, voi siete colui che tira le fila della storia. Deve avere un incipit che catturi, uno svolgimento incalzante e un finale che stupisca. E ti deve restare nel cuore.

Quanto tempo dedica alla lettura, e quali sono i suoi autori di riferimento?

La lettura è costante fonte di ispirazione per me. Il mio libro preferito è Dove finisce il fiume di Charles Martin. Scrivendo romanzi rosa mi ispiro a maestri di questo genere come Nicholas Sparks e Cecilia Ahern. Ma qualunque libro può darmi l’ispirazione giusta per scrivere. Ultimamente ho letto Io prima di te di Jojo Moyes e mi ha colpita molto.

Per tutto il tempo che ci resta è stato pubblicato dalla casa editrice Rupe Mutevole, ma esiste anche una versione e-book disponibile su Amazon e Kobo di cui si è occupata personalmente. Quanto ritiene importante oggi essere presenti anche con una versione digitale del romanzo? Come giudica la sua esperienza iniziale con il self-publishing, consiglierebbe questo servizio ad altri autori emergenti?

Be’, oggi l’e-book è diffuso tanto quanto il cartaceo ed è di più facile reperibilità. Credo che il servizio offerto da Amazon sia fantastico perché permette a chiunque di far conoscere i propri testi e di essere presente sul web senza spendere grandi cifre. Oggi se sei su Amazon e Kobo sei dovunque, quindi è una cosa che consiglio a tutti gli autori emergenti per farsi conoscere.

Quanto è importante oggi ricevere o farsi una buona promozione e quali strumenti consiglierebbe agli autori emergenti?

La promozione è tutto. Con il self-publishing tutti possono pubblicare ma se non fai promozione il tuo libro resta invenduto. I social network aiutano molto ma poi presentazioni, siti, blog tour, qualunque cosa va bene purché si parli del tuo libro.

Attualmente ha altri manoscritti nel cassetto o progetti per nuovi romanzi?

Attualmente sto scrivendo un romanzo dal titolo Fino all’ultima goccia, una storia che lega amore e malattia, e ho in progetto anche il primo capitolo di una trilogia fantasy dal titolo Legendary Spirits.