Angel Menn e i Cavalieri della Stella  - Intervista a Lorenzo Ambrosi

L’autore

Lorenzo Ambrosi è nato nel 1968. Vive in collina tra le viti e i ciliegi e precisamente a San Giovanni Ilarione, un piccolo paese del nord est veronese, ai piedi dei monti Lessini. Lavora presso un’azienda calzaturiera e il mattino, prima dell’alba e prima di andare a lavorare, quando la sua mente è fresca come una rosa, si cimenta nella passione scoperta da adulto: scrivere. Per farlo attinge alle esperienze fatte, alle persone incontrate, ai libri letti, ai film visti e ai preziosi consigli di chi già si muove con destrezza in questo campo. Angel Menn e i Cavalieri della Stella è la sua opera d’esordio edita con La Caravella editore.

Trama

“Non aprite questo libro, contiene storie di persone normalissime, simili se non uguali a quelle di ragazzi e ragazze, di uomini e donne che vivono accanto a voi, all’interno della vostra famiglia o nel paese in cui abitate. È possibile che siano simili alla storia che voi stessi state vivendo ma mi auguro di no, perché in tal caso sareste paragonabili ai Cavalieri della Stella. Io sono il Collezionista di Stelle, amo l’oscurità e il mio ordine è scartare questa lettura a priori, nessuno deve comprendere chi siano questi Cavalieri e nessuno deve diventare come loro. Quindi, per me, queste sono storie pericolose. Non accetto che nel mondo ci siano stelle che brillano, cuori che parlano, persone che si distinguono e perciò non voglio che leggiate quanto hanno da dirvi Angel Menn e i suoi Cavalieri.”


INTERVISTA A LORENZO AMBROSI

Come è nata l’idea per questa raccolta di racconti?

Angel Menn e i Cavalieri della Stella non era prevista inizialmente nel mio progetto, è nata cammin facendo, a seguito di una scelta specifica fatta in un secondo momento. Negli anni antecedenti il 2017, anno in cui ho scritto L’arcobaleno di Antonello, il primo dei racconti in essa contenuto, stavo portando avanti la prima stesura di una storia per ragazzi e non solo, travolto anch’io da quell’onda anomala rappresentata dalla saga di Harry Potter. Ho scritto qualcosa come trecento pagine. Tuttavia, in quegli anni, pur desideroso di dare alla luce tale storia, che ribolliva e ancora oggi ribolle nei meandri della mia mente, mi sono reso conto di avere molte lacune, troppe per poter anche solo pensare di poter giungere alla pubblicazione e soprattutto a una minima considerazione da parte dei lettori. Presi allora la decisione non facile di sospendere il mio progetto e di scrivere dei racconti brevi destinati a vari concorsi in tutta Italia, alcuni con temi imposti, altri a tema libero. Gli obiettivi erano e sono conoscere e migliorare. Qualche anno dopo, verso il 2019, tenuto conto del tema della storia che avevo messo da parte, scelsi di utilizzare tali racconti come un’anteprima, una specie di apripista di quella stessa storia. Oggi sono certo che aver fermato il mio progetto di sempre e averlo fatto precedere da questa raccolta di racconti sia stata la scelta migliore, in quanto mi ha permesso di imparare, di correggermi, di essere corretto (anche se sono consapevole di aver ancora molto cammino da fare), di approfondire cosa volevo scrivere e perché lo volevo scrivere e di partire con l’avventura di Angel Menn con maggiore consapevolezza e cognizione di causa.

Può spiegarci chi sono i Cavalieri della Stella?

Senza scendere nei particolari, visto che per quelli è preposta la raccolta di racconti pubblicata, confermo, come potete estrapolare dalla quarta di copertina, che i Cavalieri della Stella sono delle persone normalissime, simili se non uguali a quelle di ragazzi e ragazze, di uomini e di donne che vivono accanto a voi, all’interno delle vostre famiglie, o nel paese in cui abitate. Voi stessi potete essere dei Cavalieri della Stella. Credo che la cosa più interessante, la sfida principale, lanciata dal sottoscritto a quei lettori che prenderanno in mano e leggeranno questa raccolta, sia domandarsi e provare a comprendere chi e che cosa siano questi cavalieri ma soprattutto che cosa rappresenti questa Stella. In merito lascio ampio spazio all’immaginazione di ciascuno, io anticipo solamente che la Stella sarà il fulcro principale su cui si baserà la saga di Angel Menn.

Cosa tiene uniti i suoi racconti, vi è una tematica ricorrente o un argomento principale che li accomuna?

Sì, c’è, ma non entro nei particolari, piuttosto voglio stuzzicare la vostra fantasia. La tematica ricorrente che muove questa raccolta e che interesserà tutto il progetto Angel Menn, è rappresentata da una gemma preziosa che prende il nome di Stella. Questi racconti non sono stati scritti e inseriti nella raccolta a casaccio, magari con il banale scopo di emozionare qualche lettore o lettrice, ma al contrario rappresentano un mezzo per conoscere i Cavalieri della Stella, per capire chi siano, e un modo per cominciare ad assaporare quella gemma di valore di cui ho appena accennato. I personaggi presenti in Angel Menn e i Cavalieri della Stella, in un certo senso, servono o hanno servito con la loro vita questa Stella. Il loro comportamento, le loro decisioni, il loro modo di vivere dà, o dovrebbe dare al lettore, una spiegazione, una motivazione su come mai questa ragazza di tredici anni, Angel Menn, con l’aiuto della professoressa della materia che c’è se vuoi e assieme ai suoi amici, ha deciso di diventare un Cavaliere della Stella iniziando la prima lezione della materia che c’è se vuoi.

Che tipo di personaggi si incontrano in queste storie?

Nei racconti si incontrano ragazzi e ragazze, persone anziane, figli, genitori, insegnanti, e in generale individui che si sono trovati in particolari situazioni, in difficoltà che hanno saputo affrontare, accettare e superare. Individui simili, molto simili a quelli che il lettore può benissimo avere accanto a sé o può aver conosciuto in qualche occasione nel corso della sua vita. Dei Cavalieri della Stella.

Quanto tempo ha impiegato per realizzare quest’opera?

Ho scritto circa quaranta racconti brevi, molti dei quali presentati a concorsi in tutto il paese vincendo dei premi, ottenendo delle segnalazioni e dei riconoscimenti. Li ho scritti in quattro anni, al termine dei quali ho scelto i quindici racconti che ritenevo più adatti al progetto Angel Menn e quindi, con la fiducia concessami da La Caravella Editrice, ho pubblicato la raccolta. Vi prego di tenere presente che oltre ad avere una famiglia con tre figli io lavoro, e in qualità di responsabile acquisti faccio un lavoro piuttosto impegnativo, e Angel Menn e i Cavalieri della Stella l’ho scritto praticamente prima dell’alba, prima di andare al lavoro, dal momento che è la mattina che scrivo, quando la mia mente è più creativa.

Qual è il racconto a cui è più affezionato di questa raccolta? Può parlarcene brevemente?

Sicuramente è il primo che ho scritto in ordine di tempo, L’arcobaleno di Antonello, visto che con esso ho vinto un primo premio in un concorso di circa cinquecento partecipanti. È il racconto che mi ha incoraggiato a proseguire nel mio progetto, che ha definito alcune strade da percorrere, che ho anche condiviso a teatro con le scuole elementari del mio paese e quello, tra l’altro, che contiene una delle principali protagoniste della mia storia, la professoressa Maria Letizia Savignoni e la particolare materia che insegna, la materia che c’è se vuoi, due elementi cardine presenti in quanto sto scrivendo ora.

Mentre scriveva aveva un lettore di riferimento ideale in mente? A chi consiglierebbe questa sua opera?

Il mio progetto era ed è rivolto ai ragazzi ma, a pensarci bene, è indirizzato a chiunque si senta ancora giovane, a chi ha l’animo aperto allo stupore al pari di un bambino, a chi ha una visione positiva della vita, qualunque cosa essa gli abbia o le abbia riservato, a chi sfodera la propria spada e tiene in alto il proprio scudo pur di mantenere l’animo buono, vivo e rispettoso. Ammetto che in Angel Menn e i Cavalieri della Stella ci sono racconti che per dei ragazzini sotto i nove anni sono un po’ difficili da metabolizzare se non accompagnati nella lettura da un adulto, ma più ho ragionato su questa cosa e più mi sono reso conto che comunque erano necessari, perché come ci ha mostrato Benigni nel suo famosissimo film, se è vero che la vita è bella è altrettanto vero che i momenti duri e difficili non mancano, e in essi, di fatto, sono spesso e volentieri compresi anche i ragazzini.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Per me scrivere significa rendere immortale un pensiero, un’idea, una storia. Se io non avessi iniziato questo progetto, nessuno avrebbe mai conosciuto i Cavalieri della Stella e nessuno avrebbe mai sentito parlare di Angel Menn; entrambi sarebbero rimasti dei semplici pensieri, delle congetture, degli sconosciuti collegamenti tra le sinapsi di una altrettanto sconosciuta persona. Era ed è compito mio portare questa storia ai lettori e alle lettrici, piccoli o grandi che siano e una volta che avrò fatto questo, nessuno lo potrà più cancellare, nemmeno il tempo.

Quando si è accorto per la prima volta che amava la scrittura?

Ho letto di molti scrittori che hanno iniziato a scrivere con passione e amore per la scrittura fin da giovani arrivando a cinquant’anni con un sacco di libri pubblicati. Io, invece, non lo nego, ho cominciato tardi a cimentarmi con quest’arte, e precisamente dopo i quarant’anni. All’inizio si trattava di un semplice hobby, alimentato dal desiderio di scrivere quello che avevo nella testa, del resto ero impegnatissimo con il lavoro e con la mia famiglia e quest’ultima aveva, come ha, la precedenza, la prima parola. Un po’ alla volta quest’hobby è cresciuto di intensità fino a trasformarsi in qualcosa di più, appunto in amore per la scrittura. Ho coinvolto in questo amore anche mia moglie, divoratrice di libri: lei legge tutti i miei racconti esprimendo il suo giudizio bello o brutto che sia.

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento?

Come tutti sanno, è fondamentale dedicare del tempo alla lettura, cosa che faccio con sempre maggiore intensità, anche se ammetto di non essere un divoratore di libri come mia moglie, e questo perché il mio tempo è molto ristretto e devo dividerlo con la famiglia, con il lavoro e con lo scrivere. Leggo da uno a due libri al mese, li studio, osservo e analizzo lo stile di scrittura dell’autore che li ha scritti. Sono un lettore che entra nel libro, viene coinvolto emotivamente dalla storia che contiene, quasi come la stessi vivendo io stesso, quindi tendo a essere travolto dalla storia, se pur come spettatore. Ammetto che se un libro non mi piace lo abbandono e non lo termino soprattutto perché quello che leggo deve anche essere di ispirazione per quello che scrivo: non mi va di perdere tempo, visto che quest’ultimo per me è contato e prezioso. Leggo autori famosi e anche autori poco conosciuti. I miei scrittori di riferimento, nel senso che ammiro e che ho letto più volte, sono la Rowling e King. Sono due generi nettamente diversi, ne sono consapevole: nella prima amo la storia nel suo complesso mentre nel secondo adoro il modo di scrivere.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura?

Certo, sto lavorando al primo libro della saga di Angel Menn. Questa ragazza tredicenne, dopo la sua breve apparizione nella raccolta di racconti che ho pubblicato, (è lei che sfida il Collezionista di Stelle facendo sapere a tutti chi sono i Cavalieri della Stella) inizierà ufficialmente la sua avventura. Assieme ai suoi amici e alla professoressa Maria Letizia Savignoni, frequenterà la prima lezione della materia che c’è se vuoi, una disciplina che, come ho riportato in una risposta precedente, fa già la sua comparsa in uno dei racconti pubblicati.

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