Claudia Maniccia - L'insostenibile leggerezza della chiacchiera

Claudia Maniccia - L'insostenibile leggerezza della chiacchieraClaudia Maniccia è nata nel 1971 a Roma, dove ha sempre vissuto. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha svolto un breve periodo di praticantato durante il quale ha capito che una vita fatta di formule e scartoffie non faceva per lei e ha preferito quindi dedicarsi a sua figlia a tempo pieno. Con lei ha ripercorso tutta la letteratura della sua infanzia (Rodari, Lodi, Calvino) e oggi che frequenta il liceo è un’appassionata lettrice come la madre. Adora il teatro, specie le opere di Eduardo De Filippo.


L’insostenibile pesantezza delle chiacchiere: attraverso la descrizione caricaturale di certi comportamenti, il saggio mira a capovolgere il punto di osservazione di quella che è l’attività umana principale: la comunicazione. Questa infatti è oggetto di studio solo a livelli astratti, che trascurano il comportamento ordinario e quotidiano delle persone, dalle quali invece origina una varietà di situazioni curiose, comiche e grottesche.  L’opera parte dalla descrizione di atteggiamenti sibillini per giungere a trattare il tema della chiacchiera in modo più generale, ma senza perdere l’aderenza alla realtà pratica grazie al modo ironico e arguto dell’analisi. Il libro si occupa delle chiacchiere dei politici, di quelle da evitare, di quelle programmate o fatte per passare il tempo. In definitiva la chiacchiera come strumento di comunicazione è sotto esame nei suoi molteplici risvolti interni ed esterni, scandagliati con un graduale e costante velo di ironia e godibilità.


L’insostenibile pesantezza delle chiacchiere è stato pubblicato da Manni editore ed è disponibile su Amazon.


INTERVISTA A CLAUDIA MANICCIA


 

Come è nata l’idea per questo libro così particolare?

L’idea è nata pian piano attraverso il continuo imbattermi in comportamenti tanto bizzarri e ridicoli quanto generalizzati. In sostanza mi è venuto spontaneo chiedermi perché un’attività comunicativa considerata di infima qualità non venga analizzata nei suoi risultati e nelle sue ripercussioni sulla vita sociale, visto che per molti ha carattere di “comportamento ufficialmente valido”.

Come definirebbe questa opera: come un saggio, un divertissement, un testo filosofico o sociologico?

Definisco la mia opera un saggio sociologico dato che presenta un’analisi pratica dell’argomento attraverso studi relativi a discipline quali la semiotica, la psicologia e la politica. Se ho utilizzato una scrittura ironica e ho descritto in maniera caricaturale certi comportamenti è perché la particolarità del tema mi ha condotto spontaneamente a un’espressione pungente.

Perché ha sentito l’esigenza di approfondire in maniera così ampia la tematica della chiacchiera?

Il chiacchierare futile non è più un semplice passatempo, ma sta diventando un’attività “alla moda” attraverso la quale si stabilisce cosa è giusto e cosa è sbagliato secondo le tendenze del momento. Per tornare a riconoscere ciò che è bene e ciò che è male per le coscienze occorre scendere di livello e considerare la comunicazione come attività ordinaria dell’individuo inteso come persona nella sua singolarità e non solo come “essere sociale”.

Ci spiega quale approccio ha usato durante la scrittura?

Mi sono divertita a rendere oggetto di valutazione (e per di più sarcastica) quegli atteggiamenti incentrati costantemente sul giudicare “l’altro”. Per dirla in senso figurato, ho voluto rigirare la frittata.

Cosa si aspetta che apprezzino i lettori del suo libro?

Gradirei che i lettori cogliessero la sensibilità e lo spirito che sono dietro le mie considerazioni.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Significa scavare dentro di me, perché soltanto attraverso la scrittura riesco a elaborare i pensieri e le sensazioni in maniera estremamente precisa.

Quando si è accorta per la prima volta che amava la scrittura?

Mi è sempre piaciuto scrivere. A scuola non ho mai considerato la scrittura un compito o un’incombenza.

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento?

Dedico alla lettura ogni momento libero, perché per me rappresenta il modo più giovevole per distogliere l’attenzione dalle questioni quotidiane. Leggo soprattutto i grandi classici ma ho un debole per G. Simenon.

Ha altri progetti letterari di cui può parlarci in anteprima?

Un romanzo è il mio prossimo obiettivo.

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