Eleonora Belbusti - I Mari del Luna

L’AUTRICE

Eleonora Belbusti ha trentasette anni ed è nata e cresciuta a Senigallia (AN). Da diciotto anni lavora come impiegata in un Istituto di Credito locale (lo scorso anno è stata promossa a vicetitolare di fil. Hub). Ha frequentato l’Istituto Tecnico Commerciale di Senigallia, diplomandosi con il massimo dei voti e non ha mai concluso la facoltà di Economia e Finanzia di Ancona, alla quale si era iscritta, a seguito di una gravidanza a ventuno anni e dell’impegno lavorativo ancora in corso.

È madre di due figli; Davide, che a settembre compirà sedici anni, e Bianca, di dieci anni, avuti entrambi con il mio primo marito, dal quale ha divorziato nel 2018. Da agosto 2020 si è sposata con Federico, anche lui già padre di una figlia di quattordici anni, Matilde, e ora è in attesa di una bambina che dovrebbe nascere tra pochi giorni, per cui reputa la sua una famiglia bella, faticosa, allargata e numerosa.

I mari della Luna è il suo primo romanzo inedito. Ha sempre avuto la passione per la lettura, specialmente di romanzi, ma si è avvicinata alla scrittura solamente lo scorso anno, a seguito di un momento di “riflessione forzata”. Con quest’opera ha partecipato al “Premio Letterario Città di Castello XV Edizione 2021”, qualificandosi tra le prime venti opere selezionate. Dopo questo risultato, l’autrice è stata contattata dalla Casa Editrice LuoghInteriori di Città di Castello per una proposta di pubblicazione.

L’opera è disponibile su diversi portali e in libreria o sul sito della casa editrice LuoghInteriori: https://www.luoghinteriori.it/collane/collane/interlinea/i-mari-della-luna/


 

Eleonora Belbusti - I Mari del LunaTRAMA

Crescere vuol dire andarsene, attraversare nuovi confini e cambiare spazio, trovare altri mari. Non c’è un’età precisa in cui si diventa adulti, eppure arriva il momento in cui si aprono gli occhi, si impara come fa la luna a tramontare nel gelo della notte e si avverte che è arrivato il momento di lasciare che la vita accada, senza più nessuno a proteggerti: perché la responsabilità è solo tua.

Per ogni giovane donna il passaggio verso l’età adulta rappresenta un confine importante da varcare; ancor più se subentra la potenza della maternità. Tutto rischia di diventare più complicato e difficile, perché la vita cambia all’improvviso e bisogna crescere, in fretta, poiché i figli non aspettano.

Quello della protagonista sarà un percorso fatto di rovinose cadute, ma anche di conquista e rinascita. Anche quando si smarrirà, una luce resterà sempre accesa nel cuore di chi non ha paura. Così come i Mari che segnano la superficie del nostro satellite, anche la vita è solcata dagli eventi. Sta a noi cercare quelli della Tranquillità e della Serenità, una volta superato l’Oceano delle Tempeste.


INTERVISTA A ELONORA BELBUSTI


Com’è nata l’idea per questo romanzo?

L’idea della stesura del manoscritto è nata a febbraio 2021, quando mi sono trovata ad affrontare il Covid-19, in un momento in cui la vaccinazione di massa era ancora una realtà lontana. Per la prima volta mi sono vista costretta a rimanere chiusa in casa per un mese e mezzo, non ricordo di avere mai avuto un periodo così lungo per fermarmi a riflettere e a considerare la mia esistenza. Avendo iniziato la carriera lavorativa in età giovanissima (diciannove anni) ed essendomi “fermata” solamente per le due gravidanze che comunque occupavano tutto il mio tempo, non avevo mai avuto la possibilità di ascoltare i miei pensieri. La paura di una malattia ancora sconosciuta e la preoccupazione di cosa sarebbe “rimasto di me” se mi fosse successo qualcosa di brutto, specialmente riguardo all’eredità morale che avrei lasciato ai miei figli, ha fatto sì che, in maniera del tutto naturale, il bisogno di esprimere a parole ciò che sentivo dentro da anni si trasferisse dalla mia mente alla tastiera di un computer. I mari della Luna è stato scritto quindi in pochissimi giorni, guidato dall’urgente bisogno di dare un senso a tutto il mio vissuto.

Può spiegarci il significato del titolo della sua opera?

Per quanto riguarda il titolo del libro (e di conseguenza l’idea della struttura narrativa), nel primo capitolo sono assolutamente sincera quando dico che «fin da ragazzina mi sono interrogata sul perché i crateri del nostro satellite fossero stati chiamati “Mari della Luna”», questo appellativo mi ha sempre affascinata ed è come se avessi custodito questo titolo per tanti anni nel mio cuore, sapendo che prima o poi mi sarebbe servito per scrivere qualcosa che mi riguardava da vicino. Andando ad approfondire i nomi associati a ciascun cratere lunare (Mare delle Isole, Mare degli Umori, Mare della Fecondità, Mare delle Piogge, Mare del Freddo, Mare della Crisi, Mare del Nettare, Mare delle Nubi, Oceano delle Tempeste, Mare della Serenità, Mare della Tranquillità) è stato semplicissimo identificare per ciascun mare un periodo della mia esistenza. In poche parole credo che nella mia mente sia nato prima il titolo che il romanzo, come se fosse stato sempre pronto per questo scopo.

Il suo romanzo parla di cambiamento. Alcuni nostri cambiamenti sono indotti dai fattori esterni che ci capitano, altri sono dedotti da noi stessi, che capiamo quando arriva il momento di diventare altro. Quali sono i cambiamenti di questo genere, raccontati nel suo romanzo, che ritiene più importanti?

Nel mio romanzo i cambiamenti fondamentali affrontati dalla protagonista sono principalmente tre: il primo riguarda sicuramente la nascita del figlio quando aveva appena ventidue anni; una gravidanza assolutamente inaspettata che cambia e segna per sempre la sua esistenza.

«Ero madre, ma ancora non me ne rendevo conto. Non ero più solamente un’isola, ora avevo anch’io il mio piccolo arcipelago. Lo guardavo ed era come se guardassi una pergamena antica, troppo invitante per non essere toccata, scoperta, ma troppo preziosa per rischiare di rovinarla. Lui era la mia pergamena, il mio tesoro, il mistero più fitto che dovevo svelare e l’amore più grande che potessi provare.»

Il secondo è relativo alla presa di coscienza della violenza psicologica esercitata dal marito, una costante che riguarderà l’intera esperienza di coppia vissuta dalla protagonista con il padre del bambino.

«Era come mosso da una frustrazione latente che ogni tanto si affacciava e strabordava nelle parole avvilenti che mi rivolgeva davanti ad altre persone, come se il suo ego avesse bisogno di quelle dimostrazioni pubbliche per convincersi che era superiore a qualsiasi altro intorno a lui, specialmente rispetto a sua moglie. La mia figura veniva sminuita e mutilata di continuo, con il semplice uso delle parole.»

Il terzo momento è riconducibile alla scelta della protagonista di far valere le sue esigenze e le proprie convinzioni, a costo di affrontare da sola una società ancora radicata sul giudizio e sul perbenismo. Questa nuova fase esistenziale la porterà a lottare, insieme al nuovo compagno, nonostante le difficoltà quotidiane e le problematiche soprattutto “esterne”, per dare una giusta dimensione al loro rapporto, che si trasformerà infine in una nuova realtà familiare.

«Perché quando si è nel giusto si possono scomodare anche i peggiori demoni celati in ciascun essere umano, le peggiori malelingue. Si soffre, è vero, si viene scalfiti, magari aumentano le rughe, i capelli bianchi, ma non ci si arrende, non si cede il passo all’ottusità, si procede a testa alta, orgogliosi, fiduciosi, vittoriosi. Solo il tempo può dar giustizia a situazioni di questo genere e, se non si impazzisce prima, l’unica soluzione è aspettare.»

Quali sono le tematiche principali che emergono nel suo romanzo?

Le tematiche che emergono da questo racconto riguardano principalmente l’universo femminile e le sfaccettature che lo contraddistinguono; il libro parla infatti della vita di una donna impegnata ogni giorno a lottare per trovare la sua giusta dimensione nel mondo, sia esso il mondo del lavoro, della famiglia o della propria identità. In una società in cui le donne sono ancora oggetto di maggiore pregiudizio, la forza di volontà e la ricerca della propria realizzazione la faranno da padrone per tutto il racconto.

Cosa si aspetta che apprezzino i lettori del suo romanzo?

Credo che ciò che apprezzeranno maggiormente siano la sincerità e l’onestà con cui è stato scritto. Le vicende vengono narrate in maniera semplice e diretta, senza troppi giri di parole, rendendo ancora più vivo e vero il racconto della protagonista.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Onestamente il mondo della scrittura mi è del tutto nuovo, probabilmente portavo dentro da anni questo desiderio di esprimermi raccontando a parole ciò che intimamente custodivo nella mia mente e nel mio cuore. Scrivere è stata per me una vera e propria “liberazione”, la maniera più semplice per dare spazio alla “me segreta”.

Quando si è accorta per la prima volta che amava la scrittura?

Ritengo che la scrittura sia una dote innata, ognuno di noi sa riconoscere le proprie predisposizioni naturali; certo, come ogni attitudine va coltivata e incoraggiata. Per fortuna ho sempre dedicato parte del mio tempo libero alla lettura e credo che questo sia uno dei fattori fondamentali per esercitarsi alla scrittura. Ogni autore, ogni libro, ogni parola letta, anche superficialmente, è come se diventassero “parte di noi”, fornendoci in maniera inconscia e naturale validi strumenti per l’esercizio dello scrivere. Il romanzo I mari della Luna è stato il mio primo vero esercizio di scrittura e mi ritengo soddisfatta per questo primo “esperimento”!

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento?

Non ho appuntamenti prefissati o cadenzati settimanalmente con la lettura; di certo appena gli impegni quotidiani me lo consentono dedico parte del mio tempo alla lettura, specialmente nei week end. È difficile stabilire i miei scrittori di riferimento, sicuramente tra quelli che apprezzo di più attualmente posso citare Margaret Mazzantini, Alessandro Baricco e Francesco Carofiglio… Oriana Fallaci è stata per me un’autrice di assoluta ispirazione, ma anche scrittori del passato come Victor Hugo, Ernest Hemingway, Tolstoj, ecc.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di pubblicazione?

Sì, ho recentemente iniziato un nuovo progetto e spero di poterne parlare quanto prima per un’eventuale pubblicazione.

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