Il mistero del Lago Maggiore – Intervista a Giorgio Comoli

Giorgio Comoli - Il mistero del Lago Maggiore

Giorgio Comoli è nato a Premosello Chiovenda nel 1971 e vive a Verbania, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, dove lavora come vigile del fuoco. Nel tempo libero pratica nautica sul lago ed è appassionato di storia locale. Il mistero del Lago Maggiore è il suo romanzo d’esordio.


TRAMA

Il commissario Romano, di origine abruzzese, viene trasferito a Verbania, cittadina del Piemonte che sorge sulle rive del Lago Maggiore. Dovrà quindi imparare a conoscere il territorio e la cultura e le usanze dei suoi abitanti, i modi di dire, le allusioni e le abitudini. Tutto sembra andare per il meglio con la sua nuova squadra, fino a quando una serie di furti da una villa privata e dei loschi traffici di contrabbando che sfrecciano di notte sul lago non cominceranno a sconvolgere la pace del commissariato e della città. Un giallo complesso ambientato negli anni Settanta e costruito attorno a un fatto realmente accaduto durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. La trama è ambientata in diverse località del Lago Maggiore, tra cui il favoloso Golfo dei Borromeo, Verbania, Ghiffa e i Castelli di Cannero, tra le meraviglie del Lago Maggiore.

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INTERVISTA A GIORGIO COMOLI


Come è nata l’idea di questo libro?Il mistero del Lago Maggiore - Giorgio Comoli quarta di copertina

Spesso e volentieri mi perdo nei miei pensieri e da lì, in varie situazioni e occasioni, ho tratto diverse idee che poi ho sviluppato. Ultima in ordine di tempo è stata quella di scrivere questo libro.

Nel romanzo l’ambientazione del lago è molto curata. È evidente quindi che anche lei è molto legato a questi luoghi. Ha voluto creare una sorta di mappa dei luoghi a lei più cari?

In effetti sono nato e cresciuto su questo lago e da sempre amo approfondirne gli aspetti culturali e storici consultando diverse pubblicazioni. La fantasia ha fatto il resto.

Che tipo di personaggio è il commissario Romano?

Rispecchia il classico poliziotto degli anni ’70: di origine meridionale, viene catapultato al Nord per ricoprire un incarico. All’inizio è  naturalmente spaesato, ma in un secondo tempo associa la propria città di origine con Verbania per ammortizzare la malinconia. Si ambienta bene tra i colleghi del Nord, con i quali, in alcuni frangenti extra lavorativi, gli tocca fare la parte del padre. In poche parole è un buon italiano ligio al dovere.

Per il suo protagonista si è ispirato ad altri celebri personaggi del romanzo giallo o ha introdotto degli elementi di novità?

Non posso nascondere che sono un fan di Camilleri.

Quale metodo ha usato per la scrittura del romanzo, per idearne la struttura e per far sì che ogni elemento della trama fosse coerente?

Ho fatto delle ricerche in merito agli aspetti storici, poi ho pensato molto, immaginato tante situazioni e in un secondo tempo ho riportato tutto su carta. Questa operazione è durata circa un anno. Da qui ho incominciato a riprendere le varie situazioni e ad ampliarle creando diverse bozze, infine le ho collegate insieme.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Immaginare, fantasticare, raccontarsi, ma soprattutto creare.

Quando si è accorto per la prima volta che amava la scrittura?

Nel 2012 ho incominciato a pensare e scrivere per lo sviluppo di un altro progetto, per sei anni ho infatti creato una cinquantina di giochi pensando alla trama e allo sviluppo dei minimi particolari (tipo Giochi senza frontiere). Finita questa straordinaria avventura, dopo alcuni mesi ho sentito la necessità di trovarmi nuovamente degli spazi per creare. Nel 2018 ho incominciato a pensare e scrivere trame per un futuro romanzo.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura?

Sto scrivendo il secondo episodio, come già annunciato nelle ultime pagine del libro appena pubblicato. Anche in questa situazione, il fulcro del libro è tratto da un fatto realmente accaduto in questo territorio. Sto sviluppando una storia sempre ambientata negli anni ’70 ma questa volta il commissario dovrà affrontare alcune attività terroristiche. Questa seconda indagine si intitolerà Luci e ombre in Val Grande.