Iria la fata cattiva - Intervista a Carmen Rada

Carmen Rada è nata a Torino l’8 aprile 1970 da genitori napoletani, affidata ai nonni materni. Durante la sua infanzia mostra interesse verso il disegno e i fumetti, da Disney ai manga degli anni ’80, ma più di ogni altra cosa trova rifugio nella scrittura, realizza dei racconti che tiene per sé e che l’aiutano a superare periodi critici quando a undici anni si trova a dover tornare a vivere con i suoi genitori. Non smette mai di scrivere. Nel 1986 abbandona gli studi dopo il primo anno di liceo artistico. Nel 1991 si sposa, con il sogno di formare una famiglia “normale”, nel marzo del 1997 nasce Claudio e nel 2009 si separa e si trasferisce in Abruzzo, dove con qualche difficoltà trova lavoro in un’impresa di pulizie. Nel 2015 decide di trasferirsi a Milano con il figlio. Nel 2020 pubblica il romanzo Ritorno ad Arnstadt e nel novembre 2021 Iria la fata cattiva.


Trama: Iria è una fata non convenzionale, vive in un mondo magico e incantato, ma non idilliaco. Gli orchi hanno ucciso la sua famiglia quando era ancora una bambina e lei è diventata una cacciatrice spietata, che gli orchi stessi chiamano “fata cattiva”. Un giorno le streghe parlano a una sua amica di un portale che conduce nel nostro mondo, e lei si convince a oltrepassarlo. Per recuperarla Iria attraversa a sua volta la porta, trovandosi  catapultata nel mondo industrializzato e privo di magia degli umani. Qui dovrà lottare segretamente contro gli orchi e un grave piano che minaccia la pace nel mondo incantato. Questo però è anche il luogo in cui incontra l’amore, un amore a cui non può raccontare della sua quotidiana lotta contro le bestie che hanno invaso la città.
Col tempo scoprirà che nel mondo parallelo ci sono orchi che non ti sbranano per fame ma per avidità.

Iria la fata cattiva è disponibile nella versione cartacea e digitale su Amazon.


INTERVISTA A CARMEN RADA


Come è nata l’idea per questo romanzo?

L’idea per questo romanzo è arrivata come un flash. Mentre in alcuni libri e serie tv venivano mitizzate le “streghe buone” io immaginavo in contrapposizione una “fata cattiva”.

Che tipo di protagonista è Iria e cosa è accaduto nel suo passato per avere acquisito la nomea di “cattiva”?

Iria è una fata che vive nel suo piccolo angolo di paradiso, ha una casa sull’albero, il suo orticello, una vita tranquilla e un passatempo particolare: andare a caccia di orchi, un po’ per proteggere gli animali del bosco un po’ per vendetta, dato che in passato alcuni di questi mostri uccisero i suoi genitori. Per questa sua ostinazione gli orchi l’hanno soprannominata la fata cattiva.

Cosa la spinge ad abbandonare il suo mondo per entrare in una realtà così distante dalla sua?

Iria si precipita nel nostro mondo alla ricerca della sua cara amica Sabine, che le aveva manifestato più volte la volontà di addentrarsi in questa realtà parallela.

Iria è costretta a raffrontarsi con un mondo diverso dal suo. Qual è la sua prima reazione di fronte a un universo industrializzato?

La sua prima reazione è il panico. Intorno a lei non c’è più il verde a cui era abituata, ma solo quelli che sembrano mostri di cemento, rumori assordanti e strani oggetti di metallo che si muovono. Ha paura, è diffidente, ma è costretta ad avere coraggio e a fidarsi dell’uomo che le tende la mano.

Quali sono le tematiche principali che emergono nel suo romanzo?

In primis “il pregiudizio”. Non bisogna giudicare negativamente una persona o un “mondo” senza conoscerli davvero. Eppure gli abitanti del bosco reputano il nostro mondo abitato da esseri pericolosi e malvagi. Allo stesso modo viene considerata una criminale solo perché non può raccontare agli umani la verità. Ma una verità non detta non è necessariamente una bugia.

Cosa spera che apprezzeranno i lettori immergendosi in questa avventura?Iria la fata cattiva - Intervista a Carmen Rada 1

Spero che apprezzino l’originalità della storia e che ne sentano la magia.

Parliamo della pubblicazione, un tema che interessa molti aspiranti scrittori. Quali sono i punti di forza che l’hanno convinta a pubblicare l’opera con Amazon anziché provare la strada dell’editoria tradizionale?

Sicuramente l’alta percentuale di royalty, oltre all’intuitiva dashboard dedicata agli autori e altri interessanti strumenti.

Cosa significa per lei scrivere, raccontare?

Scrivere mi aiuta ad evadere dalla normalità, soprattutto in questo periodo. Mi costruisco un piccolo mondo, sono ogni volta una persona nuova, in luoghi diversi, spesso surreali. Ho mille idee e tante volte sembra che la penna vada da sola.

Quando si è accorta per la prima volta che amava la scrittura?

Avevo circa dieci anni quando ho iniziato a disegnare e scrivere brevi racconti, ma è da poco che ho deciso che da grande voglio fare la scrittrice.

Quanto tempo dedica alla lettura e quali sono i suoi scrittori di riferimento?

Dedico alla lettura almeno un’ora al giorno. Non ho uno scrittore di riferimento. Ultimamente sto leggendo Un indovino mi disse, di Terzani, un meraviglioso viaggio tra magia ed esoterismo.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura?

Come dicevo, ho sempre tante idee e in effetti sto già strutturando il mio prossimo romanzo, completamente diverso dal precedente, un mix tra giallo e fantasy.

Categories:

Tags:

Comments are closed